🤟 Voci che si vedono: il 23 settembre è la Giornata Internazionale delle Lingue dei Segni
Il 23 settembre il mondo si unisce per celebrare la Giornata Internazionale delle Lingue dei Segni, una ricorrenza proclamata dalle Nazioni Unite nel 2017 e celebrata per la prima volta nel 2018. La data coincide con l’anniversario della fondazione della World Federation of the Deaf (1951), organizzazione che rappresenta milioni di persone sorde e lavora da decenni per il riconoscimento e la difesa dei loro diritti.
Un patrimonio linguistico da riconoscere
Nel mondo esistono oltre 300 lingue dei segni, utilizzate da più di 70 milioni di persone sorde, delle quali circa l’80% vive in Paesi in via di sviluppo. Ogni lingua dei segni ha una sua grammatica, struttura e storia culturale, non è una semplice traduzione delle lingue parlate, ma una forma di comunicazione autonoma e completa.
Per questo motivo, la giornata non è soltanto una celebrazione simbolica, ma un’occasione per ribadire un principio fondamentale: le lingue dei segni sono lingue naturali, e come tali devono essere rispettate, insegnate e integrate in tutti i contesti sociali, dall’istruzione ai servizi pubblici.
Inclusione e diritti
L’accesso alla lingua dei segni è un diritto umano. Senza il riconoscimento ufficiale e senza interpreti qualificati, milioni di persone sorde restano escluse dalla scuola, dal lavoro, dall’informazione e dalla vita civile. Proprio per questo la giornata del 23 settembre vuole richiamare governi, istituzioni e società civile a un impegno concreto per abbattere le barriere comunicative.
La promozione delle lingue dei segni non è soltanto una questione di accessibilità: significa riconoscere il valore di una cultura, di un’identità e di una comunità che ha arricchito la storia e la società globale con il proprio patrimonio unico.
Un giorno, due celebrazioni
Il 23 settembre è anche la Giornata della Visibilità Bisessuale (Bi Visibility Day), istituita nel 1999 per celebrare le persone bisessuali, troppo spesso invisibilizzate o vittime di pregiudizi.
Mettere insieme queste due ricorrenze, apparentemente distanti, aiuta a cogliere un messaggio universale: ogni diversità merita di essere riconosciuta, rispettata e valorizzata. Che si tratti di una lingua che rende visibile chi altrimenti rischierebbe l’esclusione, o di un orientamento sessuale che rivendica legittimità, il 23 settembre diventa simbolo di inclusione, pluralità e diritti.
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